Quattro secoli di storia

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Ad hoc autem munus obeundum Clerici Regulares Congregationis de Somascha cum valde idonei esse noscantur, usuque iam comprobatur sit, eos in instituenda iuuentute semper honesté, et fuctuosé versatos esse…

(Perciò essendo noto che ad assumere questo incarico sono molto idonei i Chierici Regolari della Congregazione di Somasca, perché l’esperienza ha già dimostrato che essi sono molto esperti nell’educare con onore e frutto la gioventù…)

*15 Ottobre 1583, bolla pontificia Immensa Dei providentia per la fondazione del Collegio Gallio

… cominciando a piovere dirottamente in ogni parte, gonfiò di maniera il Torrente che sormontò ben presto le mura del suo recinto, e con furia inaspettata si rovesciò a’ danni de’ Monasteri di santa Chiara e santa Margherita, dentro i quali si fece largo, et occupò tutte le stanze sopra la terra con estremo terrore et evidente pericolo di queste buone Religiose. Soggiacque alle medesime calamità il Collegio Gallio, contro il quale ultimamente si scaricò; perché atterrate le mura della Vigna, riempì questa di litta, di sabbia e pietre d’ogni sorte. Dalla Vigna s’inoltrò ne’ due Cortili, e nella Chiesa con ugual rabbia e romore, et in ogni luogo lasciò stampate orme compassionevoli del suo furore…

La struttura del nostro Collegio nel 1757 appariva piuttosto diversa dall’attuale: oltre alla chiesa, si riduceva infatti alle parti che racchiudevano quello che oggi siamo soliti chiamare il primo cortile. La stanza occupata ora dal portinaio serviva da Archivio. Il portinaio stava nell’atrio dove ora sono appesi gli orari. Alla destra della porta verso la strada vi era il locale del forno (rimasto in funzione fino all’estate del 1918), dove ogni giorno si cuoceva il pane per il Collegio.

A proposito di refettori, vi era soltanto la parte adiacente il cortile e dunque nello stesso locale pranzavano Padri, Prefetti alunni e convittori. Durante tutto il tempo della refezione, momento in cui si osservava rigoroso silenzio, avveniva la lettura di qualche libro spirituale, ad opera di un alunno o di un convittore.

Nel 1810 i padri Locatelli, Pagani, Pasquaglio e Rebustelli, assunta la conduzione del collegio in qualità di preti secolari (l’ordine dei padri somaschi era stato soppresso poco prima) dovettero inviare al governo una relazione particolareggiata sulla condizione economica e sulle attività del Collegio.
Da tale relazione possiamo apprendere come vi fossero all’epoca quattro scuole o classi, nella fattispecie quella di Grammatica Inferiore, Grammatica Superiore, Umanità e Retorica.
Gli scolari che quell’anno avevano frequentato il Gallio ammontavano a 104.

«Fui rettore nel terribile periodo della guerra mondiale, quando la gioventù italiana era chiamata alla difesa della Patria. Anche dal nostro Collegio, ad intervalli, i nostri giovani partivano e noi li vedevamo pieni di ardore e di entusiasmo accorrere alla voce della Patria minacciata dallo straniero. Giungevano di tanto in tanto le notizie dei convittori ed ex convittori caduti eroicamente sul campo. (…) Onore ai prodi che, educati nel glorioso Collegio Gallio, caddero per la grandezza della Patria.»
(P. Francesco Salvatore, Giornalino del Collegio, VII Cinquantenario di Fondazione, 1933, p. 50).