Le Origini

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Ad hoc autem munus obeundum Clerici Regulares Congregationis de Somascha cum valde idonei esse noscantur, usuque iam comprobatur sit, eos in instituenda iuuentute semper honesté, et fuctuosé versatos esse…

(Perciò essendo noto che ad assumere questo incarico sono molto idonei i Chierici Regolari della Congregazione di Somasca, perché l’esperienza ha già dimostrato che essi sono molto esperti nell’educare con onore e frutto la gioventù…)

*15 Ottobre 1583, bolla pontificia Immensa Dei providentia per la fondazione del Collegio Gallio

Prima del Collegio

L’ordine degli umiliati

L’ordine ha origine da alcuni gentiluomini milanesi che nel 1017 si riunirono con il nome di Umiliati, questi praticavano esercizi devoti e lavoravano nella fabbricazione della lana.

Per più di un secolo non ebbero alcuna regola scritta poi, nel 1134, San Bernardo ne dettò una. Successivamente si divisero in tre ordini:

  •      il primo costituito dagli aderenti che conducevano una vita castigata;
  • gli appartenenti al secondo conducevano una vita religiosa.
  • il terzo ordine, in seguito chiamato primo per la sua eccellenza sopra gli altri, fu fondato da San Giovanni Oldrado detto da Meda.

Si dice che Oldrado sia stato anche il fondatore della domus tra il secondo e il terzo decennio del XII sec. in una località paludosa dalla quale derivò il nome Rondenario.

Nella città di Como gli Umiliati detenevano anche la domus di S. Orsola, quello di Santa Maria di Vico, di Santa Maria del Ponticello e, dal 1516, anche la prepositura di S. Martino Zezio.

Mediante la lavorazione della lana, industria allora assai lucrosa, si arricchirono e i superiori detti i prepositi godevano delle più costose raffinatezze della vita. La Santa Sede voleva riformare l’ordine e così mandò San Carlo Borromeo che impose agli Umiliati un metodo di vita veramente religioso, per questo tentarono di assassinarlo. Così il 7 febbraio 1571 fu pubblicata la Bolla di Soppressione per l’ordine di chiusura dei conventi. I loro beni a Como nel 1580 furono dati di commenda al Cardinale Tolomeo Gallio che poi nel 1583 li cedette per la creazione del Collegio.

La casa di S. Maria di Rondineto

A partire dal secolo XII sorgevano la casa e l’annessa Chiesa di S. Maria di Rondineto, appartenenti all’ordine degli Umiliati. I religiosi sceglievano con estrema oculatezza i luoghi in cui insediarsi e ciò appare in modo tangibile nella località di Rondineto: era questa una zona attraversata da una roggia, che venne sfruttata dal mulino del convento, poco distante dalla paludosa riva di Prato Pasquee, in prossimità della foce del torrente Cosia.

Il primo documento che attesta l’esistenza della casa umiliata è del 1198: in esso si riporta che in quell’anno esisteva a Rondineto una fraternitas di uomini e donne umiliati. E’ probabile che a quest’ epoca si trattasse di una

fraternità laicale mista e la presenza femminile, testimoniata anche da altre fonti documentarie, faceva di Rondineto una delle così dette case doppie degli Umiliati.

La casa più ricca indubbiamente era quella di Rondineto: molti documenti pergamenacei, tutt’oggi conservati nell’archivio dell’Opera Pia Gallio, testimoniano la prosperità

economica dell’ente, che godeva di proprietà edilizie e fondiarie consistenti, localizzate, nella città di Como, nella bassa Comasca e sulle rive del Lario. I possedimenti immobiliari erano probabilmente ben più cospicui di quanto non sia rimasto notizia: nei registri delle decime relative al triennio 1295-1298, imposte da Bonifacio VIII, Rondineto figura infatti tra i massimi contribuenti della Chiesa comasca.

Gli Umiliati si dedicarono soprattutto all’attività tessile, dalla lavorazione della lana in tutte le sue fasi, alla confezione di panni rustici e robusti, attività che li portò ad erigere i loro insediamenti principalmente nelle vicinanze di corsi d’acqua.

Nel periodo della riforma cattolica, S. Carlo Borromeo che era cardinale protettore degli Umiliati, ebbe l’incarico, dal pontefice Pio V, di provvedere ad una radicale riforma dell’ordine secondo le disposizioni del concilio di Trento.

Il Cardinale Tolomeo Gallio

Tolomeo Gallio nacque a Como nel 1525.

Di famiglia agiata, seguì studi classici sotto la supervisione del suo precettore Benedetto Giovio, che decise di mandarlo, ancora in giovane età, a Roma sotto la protezione di suo fratello Paolo, Vescovo di Nocera (Campania).

A Roma prima fu al servizio del cardinale Trivulzio, poi passò sotto il cardinale Taddeo Gaddi, prima di stabilirsi presso il cardinale Gian Angelo Medici che, nominato pontefice (col nome di Pio IV) il 26 dicembre 1559, volle tenere come suo “segretario proprio” Tolomeo Gallio.

Nel 1560 Pio IV lo nominò vescovo di Martirano (Calabria), il 6 luglio 1562 arcivescovo di Manfredonia (Puglia). Infine, il 15 marzo 1565, grazie ai suoi grandi meriti, il Gallio fu nominato cardinale.

Alla morte di Pio IV, nel 1566, lascia l’attività di Curia.

Nel 1572 fu nominato “segretario intimo” (l’equivalente oggi di “Segretario di Stato”) da Papa Gregorio XIII e ricoprì questa carica per 13 anni, fino al 1585. E’ in questo periodo che, il 15 Ottobre 1583, Papa Gregorio XIII promulgò la bolla “Immensa Dei providentia” per la fondazione del Collegio Gallio.

Per un breve periodo tornò a Como dove si occupò delle proprie commende.

Nel 1587 fu creato Vescovo di Albano.

Dedicò gli ultimi anni della sua vita a compiere donazioni e all’istituzione di opere come la nota Opera Pia Gallio.

Tolomeo Gallio morì a Roma nella notte tra il 3 e 4 febbraio del 1607 e fu sepolto in Santa Maria della Scala, chiesa da lui restaurata e abbellita.

Bolla Pontificia

Il 15 Ottobre 1583, Papa Gregorio XIII promulga la bolla Immensa Dei providentia per la fondazione del Collegio Gallio.
Di seguito sono riportati alcuni passi della bolla in lingua latina con la corrispondente traduzione in italiano:

 

Latino Italiano
Immensa Dei providentia, á qua omnium bonorum operatio procedit, & in suorum Fidelium animis semper ingerit, quae ad Christianae Religionis, & pietatis cultum, gregisque Dominici salutem sunt maxime profutura. È immensa la provvidenza di Dio dalla quale procede l’agire di tutte le persone buone; essa ispira sempre nell’animo dei suoi fedeli ciò che è destinato a procurare il massimo bene per la religione cristiana, per la devozione religiosa e per la salvezza del gregge del Signore.
Cum itaque Sanctae Mariae de Rondineto, & Sancti Martini extra muros Comenses olim Ordinis, nunc vero extincti, Humiliatorum Praepositurae, quas dilectus Filius noster Ptolomaeus Tit. S. Agathae Presbyter Cardinalis Comensis nuncupatus in commendam ad eius vitam ex concessione, et dispensatione Apostolica nuper optinebat. Non è passato molto tempo da che il nostro diletto figlio Tolomeo, del titolo di Sant’Agata, detto il Cardinale di Como, ha ottenuto in commenda vitalizia per concessione e dispensa apostolica, le Prepositure di Santa Maria di Rondineto e di San Martino, poste fuori dalle mura di Como, un tempo appartenute all’ Ordine degli Umiliati ora estinto.
Ad hoc autem munus obeundum Clerici Regulares Congregationis de Somascha cum valde idonei esse noscantur, usuque iam comprobatur sit, eos in instituenda iuuentute semper honesté, et fuctuosé versatos esse, summopere cuoiat in aedibus eiusdem Praepositurae S.Mariae, unum Collegium puerorum sub cura, et gubernio unius Praepositi, et trium Professorum dictae Congregationis erigi, et institui. Perciò essendo noto che ad assumere questo incarico sono molto idonei i Chierici Regolari della Congregazione di Somasca, perché l’esperienza ha già dimostrato che essi sono molto esperti nell’educare con onore e frutto la gioventù, sarebbe suo massimo desiderio che nell’edificio della Prepositura di Santa Maria venisse tratto e fondato un Collegio per i fanciulli sotto la cura e la direzione di un solo Preposito e di tre professori della stessa congregazione.
Qui illos ad Religionem, et Pietatem informent, bonisque moribus, scientijs et disciplinis pro cuiusque captu instruant, et qui ad has idonei non erunt, eos mechanicas artes ediscere faciant, et alias prout videbitur dicto Ptolomaeo Cardinali, aut qui ad ad facultatem habebunt dicta auctoritate, tenore praesentium perpetuó erigimus et instituimus. Essi educheranno i fanciulli alla religione e alla pietà e li istruiranno nei buoni costumi, nelle scienze e discipline a seconda della capacità di ognuno, e a quelli che non risulteranno idonei a questi studi faranno apprendere le arti meccaniche e altre come sembrerà opportuno al Cardinal Tolomeo e a coloro che ne avranno il compito.

L’apertura del Collegio (1589)

L’apertura del Collegio è preceduta da una laboriosa e lenta preparazione che va dal 1583 al 1589.

Il più antico cenno storico sull’erezione del Collegio, e anteriore alla Bolla di fondazione, si trova negli atti del capitolo Generale tenuto dai Padri Somaschi nel 1583, in san Maiolo di Pavia il 25 aprile, nei quali è detto : «E’ lasciato all’arbitrio del Padre Generale e dei Consiglieri di accettare il luogo di Rondineto di Como, proposto dall’ Ill.mo Signor Cardinale di Como».

Il secondo documento che ci perviene è la Bolla di fondazione.

Per l’apertura ufficiale del Collegio, si attesero sei anni per adattare il vecchio e malandato convento degli Umiliati alla nuova funzione.

La solenne introduzione degli alunni avvenne il 18 giugno 1589 alla presenza del vescovo Feliciani Niguarda. Era una domenica, la processione che si sarebbe dovuta svolgere non fu possibile a causa della pioggia, i fanciulli e i Padri del Collegio però entrarono comunque processionalmente in chiesa per la celebrazione della messa.

I Padri Somaschi ospitarono nella loro struttura, come Convittori a pagamento, dei ricchi signori comaschi e si preoccuparono di istruirli. Inoltre il Vescovo, con il consenso del Cardinale, ottenne di far istruire ed educare a pagamento anche alcuni chierici. Con queste entrate fu possibile ammettere venti alunni orfani o beneficiati invece dei cinquanta sperati dal Fondatore e previsti dalla Bolla.

Così nel 1589 nel Collegio vivevano assieme alunni orfani, convittori e chierici.