Una settimana intensa, vissuta all'insegna della fede, della condivisione e dell'attenzione agli altri, fuori della quotidianità scolastica

Como, 26 ottobre 2026

Dall'11 al 17 ottobre, alcuni studenti del Pontificio Collegio Gallio di Como hanno partecipato al pellegrinaggio a Lourdes, accompagnati dal padre spirituale Iosif Butacu.
Una settimana intensa, vissuta all'insegna della fede, della condivisione e dell'attenzione agli altri, che ha permesso ai ragazzi di vivere un'esperienza significativa anche al di fuori della quotidianità scolastica, mettendosi concretamente al servizio dei più fragili. Il pellegrinaggio ha riunito circa 600 persone e ha coinvolto, accanto agli studenti del Gallio, anche i giovani dell'ITAS Tosi di Codogno e del Collegio Zaccaria dei Padri Barnabiti di Milano.
La loro presenza gioiosa e operosa ha rappresentato uno degli aspetti più significativi della settimana, contribuendo a creare un clima di famiglia tra pellegrini, ammalati, persone con disabilità e anziani. Durante il soggiorno, i ragazzi hanno preso parte alle celebrazioni religiose e dedicato parte del loro tempo all'assistenza dei pellegrini più fragili. Il loro impegno si è tradotto in gesti semplici ma preziosi, come il servizio in mensa e l'accompagnamento delle persone in carrozzina. Un'esperienza che ha dato un significato concreto alle parole solidarietà e servizio, trasformandole in gesti quotidiani di cura, disponibilità e vicinanza.

Lourdes, si trova nel sud-ovest della Francia, ai piedi dei Pirenei ed è meta internazionale di pellegrinaggio legata alle apparizioni della Vergine Maria a Bernadette Soubirous nel 1858. Da sempre è un luogo di accoglienza, preghiera e attenzione alle persone malate e sofferenti. Proprio questa dimensione di carità ha accompagnato i giovani del Gallio durante i giorni trascorsi ai piedi di Maria, offrendo loro l'opportunità di avvicinarsi alla realtà della sofferenza e di riscoprire il valore dell'ascolto e della presenza accanto a chi ha più bisogno.
Tra i momenti centrali del pellegrinaggio, martedì 13 ottobre si è svolta la solenne Santa Messa presieduta dal vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti. La giornata è proseguita con la Via Crucis, proposta in due percorsi: sul monte per i pellegrini e nella prateria per gli ammalati. Proprio al termine di quest'ultima celebrazione, il vescovo si è intrattenuto a lungo con i giovani, dialogando con loro in un clima di ascolto e vicinanza pastorale.
Un'occasione preziosa per gli studenti, che hanno potuto incontrare il pastore della diocesi lodigiana in un momento informale di condivisione.

Monsignor Malvestiti ha presieduto anche il Santo Rosario alla Grotta delle Apparizioni e, mercoledì 14 ottobre, la Santa Messa internazionale. Nell'omelia ha richiamato i fedeli alla giustizia, all'amore e alla necessità di non voltarsi dall'altra parte davanti alla sofferenza. Il vescovo di Lodi ha invocato la fine delle guerre, ricordando in particolare la Terra Santa e il conflitto tra Ucraina e Russia.
Parole che hanno trovato una corrispondenza concreta nell'esperienza dei giovani del Gallio. Il servizio in mensa, l'accompagnamento degli ammalati e la disponibilità verso le persone più fragili hanno permesso agli studenti di tradurre in gesti quotidiani i valori richiamati durante le celebrazioni.
La vicinanza agli altri è diventata così parte integrante del cammino spirituale, mostrando come la solidarietà non sia soltanto un principio da conoscere, ma una scelta da vivere.

La settimana è proseguita con le celebrazioni alla Grotta, il gesto dell'acqua, la processione eucaristica e la suggestiva processione aux flambeaux, durante la quale la luce delle candele ha illuminato la prateria del Santuario. Venerdì 16 ottobre, la Santa Messa conclusiva e l'accensione dei ceri hanno segnato il termine del pellegrinaggio, lasciando ai partecipanti il compito di custodire e portare nella vita quotidiana quanto vissuto a Lourdes.
Per gli studenti del Collegio Gallio è stata un'opportunità per rafforzare i legami tra compagni, condividere emozioni e riflessioni e guardare alla propria quotidianità da una prospettiva diversa. Un'esperienza di crescita umana e spirituale nella quale fede, amicizia e servizio si sono intrecciati, lasciando un messaggio destinato a durare anche dopo il ritorno a casa: la vicinanza a chi soffre è una testimonianza concreta di amore e un contributo, piccolo ma prezioso, alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico.

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