Costruire tende, non cattedrali
Missoni al Gallio: educare oltre la scuola
Al Gallio riflettori sullo scautismo: Missoni tra educazione e cittadinanza
“L’avventura dell’educare per la vita, oltre la scuola”
Como, 27 marzo 2026
Quasi un centinaio di persone hanno riempito giovedì sera 26 marzo l’aula magna del Collegio Gallio per il terzo appuntamento del ciclo dedicato a genitori, educatori e giovani. Protagonista della serata Eduardo Missoni, medico, scrittore e docente alla SDA Bocconi, già Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout, chiamato a riflettere sul tema “L’avventura dell’educare per la vita, oltre la scuola”.
Ad aprire l’incontro è stato il rettore padre Lorenzo Marangon, che ha ricordato il senso del percorso promosso dal Collegio: «Un’occasione per ascoltare maestri e testimoni di esperienze straordinarie». Parole che hanno trovato piena conferma in una serata costruita come un dialogo vivo, quasi informale, “attorno al fuoco di bivacco”, con la puntuale moderazione del giornalista del Settimanale della Diocesi, già capo scout, Marco Gatti.
Proprio Gatti, introducendo l’ospite, ha richiamato le radici locali dello scautismo, ricordando come nell’estate del 1944 mossero i primi passi dal Gallio a Como, le esperienze di Virginio Binelli e Giulio Cesare Uccelli. Un legame con il territorio che ha fatto da ponte verso una riflessione più ampia, capace di intrecciare storia, educazione e attualità.
Missoni ha proposto un confronto diretto e senza sconti sul valore dello scoutismo come metodo educativo. Nato nel 1907 dall’intuizione di Robert Baden-Powell, il movimento si fonda su un approccio sperimentale che univa ragazzi britannici di diversa estrazione sociale, annullando le differenze e promuovendo la crescita personale attraverso l’esperienza. «Lo scoutismo – ha sottolineato – è, fin dalle origini, un manuale di educazione alla cittadinanza».
Al centro del metodo, la figura dell’adulto non come autorità distante, ma come “fratello maggiore” capace di accompagnare e responsabilizzare. Un modello educativo che rientra pienamente in quella che l’UNESCO definisce educazione non formale: un percorso che integra scuola e famiglia, puntando sull’esperienza concreta e sulla costruzione di competenze di vita.
Non sono mancati gli spunti critici. Secondo Missoni, lo scautismo non deve chiudersi in sé stesso, senza lasciarsi contaminare da altre esperienze educative. «Lo scambio è fondamentale, così come dovrebbe esserlo nella scuola», ha osservato, richiamando la necessità di un dialogo più aperto tra modelli diversi. Ampio spazio è stato dedicato anche all’evoluzione del movimento nel mondo. Oggi gli scout sono circa 40 milioni, diffusi in contesti molto diversi tra loro. In molti Paesi, ha ricordato Missoni, mentre il gruppo scout cattolico si crea in parrocchia, quello laico trova casa proprio nella scuola e il capo è spesso un insegnante.
Particolarmente incisiva l’immagine scelta per descrivere la sfida futura dello scoutismo: «Continuare a costruire tende e non cattedrali. Nell’immagine della cattedrale nel deserto, è il deserto che conta». Un invito a privilegiare la dimensione essenziale, dinamica e concreta dell’esperienza educativa rispetto al rischio di strutture rigide e autoreferenziali, dove – ha ammonito – anche le attività più meritorie possono finire per sostenere sé stesse anziché gli altri.
Nel corso della serata, Missoni ha condiviso anche la propria esperienza personale, dagli inizi quasi casuali a dieci anni nello scoutismo fino alla scelta della medicina, nata proprio grazie all’incontro con un capo che gli indicò quella strada come modo per aiutare gli altri. Un filo rosso che lega educazione, responsabilità e servizio. Non è mancata una bella riflessione sul presente. Dopo la pandemia, secondo Missoni, la scuola ha perso un’occasione di rinnovamento: «Invece di pensare alle dimensioni del banco e a mettergli le rotelle, si poteva immaginare una didattica fuori oltre il banco e l’aula, nei parchi o nei musei», ha osservato.
Il messaggio finale è stato un appello all’ascolto, valore centrale tanto nello scoutismo quanto in ogni relazione educativa. Essere scout oggi, ha concluso, significa vivere il territorio come luogo di avventura e crescita, mettendosi in gioco in prima persona.
Nella serata è sato più volte citato anche l'ultimo libro di Missoni; Dialogo sullo Scautismo: pedagogia e organizzazione, scritto insieme con Dominique Bénard. Il volume propone una riflessione moderna sul valore educativo del movimento scout, analizzando struttura, metodo e organizzazione per formare cittadini responsabili e consapevoli.
Il ciclo di incontri del Collegio Gallio proseguirà il 13 aprile con i sociologi Mauro Magatti e Chiara Giaccardi, chiamati a offrire un nuovo sguardo sulle sfide educative contemporanee. Un percorso che continua a coinvolgere la comunità educante del territorio, alla ricerca di strumenti concreti per accompagnare i giovani nel loro cammino.