Quest’anno il nostro istituto ha scelto, per la prima volta, di prendere
parte all’iniziativa internazionale “Beamline for Schools

Como, 7 aprile 2026

Con piacere, a nome del Dipartimento di Matematica e Fisica, desideriamo condividere con tutta la comunità scolastica – studenti e famiglie – il lavoro svolto da alcuni studenti delle classi quarte e quinte del Liceo Scientifico.

Quest’anno il nostro istituto ha scelto, per la prima volta, di partecipare all’iniziativa internazionale “Beamline for Schools”, proposta dal CERN di Ginevra. Si tratta di un concorso scientifico mondiale rivolto a studenti delle scuole superiori: i team partecipanti devono progettare un vero esperimento di fisica delle particelle da realizzare presso i laboratori del CERN.
I gruppi vincitori avranno la possibilità di recarsi al CERN e utilizzare un acceleratore di particelle per svolgere l’esperimento progettato, affiancati da ricercatori professionisti.

Abbiamo lavorato in tempi molto ristretti, avendo ricevuto la proposta dalle nostre fonti esterne molto a ridosso della scadenza. Nonostante questo, i ragazzi si sono impegnati con grande serietà e curiosità, approfondendo il tema della medicina nucleare applicata all’oncologia, in particolare la proton therapy e la simulazione, tramite materiali inorganici, della risposta nota dei materiali organici ai fasci di protoni.
Il progetto che hanno realizzato studia in particolare come i protoni depositano energia nei materiali che simulano i tessuti umani e come le particelle secondarie prodotte possano aiutare a individuare con precisione il punto di massimo rilascio di energia (Bragg Peak), aspetto fondamentale per rendere la proton therapy sempre più precisa ed efficace nella cura dei tumori.

“Comunque vada la selezione – spiegano i docenti del Dipartimento di Matematica e Fisica - siamo orgogliosi del lavoro svolto e felici di poter condividere con tutta la scuola quello che, per molti di loro, rappresenta il primo vero lavoro di tipo scientifico.
Al rientro dalle vacanze pasquali, gli studenti coinvolti avranno l’opportunità di presentare ai propri compagni di classe il lavoro svolto e gli studi approfonditi, con l’obiettivo di condividere le conoscenze acquisite e coinvolgere tutta la comunità scolastica in questa esperienza”.

In breve, l’esperimento si propone di capire come i protoni interagiscono con i tessuti umani, con l’obiettivo di migliorare la protonterapia, una tecnica di radioterapia avanzata.
Al centro dello studio c’è il picco di Bragg, il punto in cui i protoni depositano la massima energia, colpendo il tumore senza danneggiare i tessuti sani. Prevedere esattamente questo picco è difficile, perché i tessuti biologici non sono uniformi.
Per questo, gli studenti useranno materiali che simulano tessuti umani, inserendo al loro interno un “tumore” artificiale con densità leggermente diversa. L’esperimento prevede di inviare un fascio di protoni su questi materiali e rilevare sia l’energia depositata lungo il percorso sia le particelle secondarie prodotte dalle interazioni nucleari.
L’ipotesi è che la distribuzione di queste particelle possa indicare la posizione del picco di Bragg. Materiali più densi, infatti, riducono la profondità del picco ma aumentano la produzione di particelle secondarie. Se confermata, questa correlazione potrebbe diventare un metodo per monitorare in tempo reale il picco di Bragg durante le terapie, aumentando precisione e sicurezza.
L’iniziativa degli studenti del Gallio ha inoltre un significato particolare, visto che ci avviciniamo al bicentenario della morte di Alessandro Volta e Como nel 1927, ospitò il Congresso internazionale dei fisici.

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