Finanziato il restauro della “Visione del Beato Giovanni da Meda”
custodita nella Chiesa di Santa Maria di Loreto del Gallio

Como, 21 luglio 2026

Un capolavoro del Settecento lombardo torna protagonista grazie a un importante progetto di restauro che unisce istituzioni culturali, realtà associative e territorio. È la “Visione del Beato Giovanni da Meda”, prestigiosa pala d’altare realizzata da Giuseppe Antonio Petrini e custodita nella chiesa del Pontificio Collegio Gallio di Como, che sarà sottoposta a un accurato intervento conservativo ed estetico in vista della sua partecipazione a una mostra monografica dedicata all’artista ticinese.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Pontificio Collegio Gallio, la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate e l’International Inner Wheel Club di Como, che ha scelto di sostenere concretamente il progetto con un contributo economico di oltre 5mila euro destinato alle operazioni di restauro estetico dell’opera affidate alla nota restauratrice Laura De Nardi.
«Per le Socie dell’Inner Wheel Club di Como questo intervento rappresenta una concreta azione culturale per il territorio, un modo significativo per celebrare il nostro quarantesimo anniversario di fondazione (1986-2026) nella città di Como» commenta Emanuela Zottola Moscatelli, Presidente International Inner Wheel Club di Como.
«Siamo felici – aggiunge la presidente - di poter contribuire alla valorizzazione di un’opera di grande pregio custodita al Pontificio Collegio Gallio. Un progetto nato grazie all’impegno della nostra Socia Roberta D’Angelo Brucato e alla collaborazione del delegato del Rettore del Collegio Gallio, Renato Acquistapace, che ci hanno permesso di conoscere e sostenere questo importante percorso di tutela del patrimonio artistico».

«La cura del patrimonio artistico e storico non è un semplice esercizio di conservazione, ma un atto di viva responsabilità educativa e culturale verso le generazioni presenti e future – commenta padre Lorenzo Marangon, rettore del Pontificio Collegio Gallio –. È con questa profonda consapevolezza che il Pontificio Collegio Gallio ha accolto l’invito della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate a inserire la nostra preziosa tela “La visione del beato Giovanni da Meda” di Giuseppe Antonio Petrini all’interno di una prestigiosa rassegna monografica transfrontaliera. Un’occasione di eccezionale valore scientifico che richiedeva un delicato e non più differibile intervento conservativo prima del trasferimento».
«Siamo profondamente grati alla Pinacoteca Züst, guidata dal direttore Elio Schenini, per aver promosso e sostenuto i costi legati al restauro strutturale dell’opera – prosegue padre Marangon –. Desidero inoltre rivolgere un ringraziamento colmo di ammirazione all’Inner Wheel Club di Como, presieduto da Emanuela Zottola Moscatelli, che, in occasione delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario di fondazione, ha scelto di sostenere l’intero restauro estetico del dipinto affidato alla sapiente opera di Laura De Nardi».
Il restauro si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione dell’artista Giuseppe Antonio Petrini, protagonista del panorama pittorico lombardo e ticinese del XVIII secolo, al centro di una prossima esposizione monografica organizzata dalla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. La presenza della tela del Collegio Gallio rappresenta un elemento di particolare rilievo all’interno della rassegna, ma ha reso necessario un intervento di recupero prima del trasferimento temporaneo dell’opera.
Giuseppe Antonio Petrini (Carona, 23 ottobre 1677 – Carona, 1759) è considerato una delle figure più significative del Settecento lombardo e ticinese. La sua pittura unisce la forza espressiva del tardo barocco, l’influenza del chiaroscuro caravaggesco e una progressiva apertura verso atmosfere più luminose e raffinate, vicine alla sensibilità rococò.

Il rapporto tra Petrini e il Pontificio Collegio Gallio si sviluppò nella metà del Settecento, grazie alla committenza dei Padri Somaschi. Durante i lavori di rinnovamento della Chiesa di Santa Maria di Loreto del Collegio, realizzati tra il 1745 e il 1755, venne affidata al pittore ticinese la realizzazione di una grande pala d’altare destinata a uno degli altari laterali.
L’opera, completata intorno al 1751, raffigura la “Visione del Beato Giovanni da Meda”, conosciuta anche come “San Giovanni da Meda ispirato da un angelo”.
Il soggetto scelto ha un particolare significato storico e spirituale: il santo è rappresentato inginocchiato mentre sta scrivendo la regola dell’Ordine degli Umiliati, da lui fondato, guidato dall’ispirazione divina rappresentata dall’angelo posto al suo fianco. Una scelta strettamente legata alla storia del luogo: il Collegio Gallio sorge infatti sull’area che in passato ospitava un antico monastero appartenuto proprio agli Umiliati, ordine religioso soppresso nel XVI secolo. L’intervento sulla tela prevede diverse fasi, con particolare attenzione alla conservazione e alla restituzione della leggibilità cromatica dell’opera.
La parte sostenuta dall’Inner Wheel Club di Como riguarda il restauro estetico, comprendente le operazioni di pulitura e il successivo intervento estetico, per una superficie complessiva di circa 5,8 metri quadrati.

Il progetto si affianca al restauro strutturale dell’opera promosso e sostenuto dalla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, permettendo così un recupero completo della pala e preparandola alla futura esposizione. Il contributo dell’International Inner Wheel Club di Como, nato nel 1986 e oggi parte di una delle più grandi associazioni femminili di servizio al mondo, si inserisce in una lunga attività a favore della comunità comasca. Nel corso degli anni il Club ha sostenuto numerosi interventi di valorizzazione del patrimonio culturale cittadino, collaborando con musei, istituzioni e realtà sociali del territorio.
La scelta di sostenere il restauro della pala del Petrini rappresenta un gesto particolarmente significativo nell’anno del quarantesimo anniversario del sodalizio, celebrato proprio nella città di Como. «Questa straordinaria convergenza di intenti tra istituzioni museali estere, realtà educative storiche del territorio ed eccellenti associazioni di servizio dimostra come la cultura sappia unire, superare i confini e mobilitare le migliori energie civiche – conclude il rettore del Collegio Gallio, padre Marangon –. Grazie a questa sinergia, restituiremo un capolavoro del Settecento lombardo al suo splendore originario e alla piena fruizione pubblica».

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