Scuola e innovazione al Gallio per la quinta elementare e la terza media
Quando la didattica si spinge fino allo spazio e accende così i sogni

Como, 20 aprile 2026

Al Collegio Gallio c’è ancora spazio per i sogni. E non è una frase fatta: lo dimostra un progetto didattico che ha coinvolto gli alunni della quinta primaria (elementare) e della terza secondaria di primo grado (media) in un percorso strutturato, culminato in una suggestiva uscita serale all’Osservatorio Astronomico di Varese.
I protagonisti sono studenti di età diverse — tra i 10 e i 14 anni — ma uniti da un unico filo conduttore: la scoperta.
Da una parte i più piccoli della primaria, ancora capaci di uno stupore spontaneo e immediato; dall’altra i ragazzi della terza media, in una fase già più consapevole, alle porte di una scelta importante come quella delle superiori.
Metterli insieme in un unico progetto ha significato costruire un ponte tra curiosità e consapevolezza, tra immaginazione e primi strumenti critici. Il momento centrale si è svolto il 15 aprile.
Dopo una cena condivisa in collegio, gli studenti sono partiti per Varese. Ad attenderli, quasi a premiare l’attesa, un cielo limpido e stellato dopo giorni di nuvole. Un contesto ideale per vivere fino in fondo l’esperienza.

Accompagnati dagli esperti dell’osservatorio, i ragazzi hanno prima ascoltato la storia e le attività della struttura, poi sono passati all’osservazione diretta.
All’aperto hanno imparato a orientarsi nel cielo, riconoscendo la Stella Polare, Sirio, Venere e alcune costellazioni. Successivamente, all’interno della cupola, l’esperienza si è fatta ancora più intensa: attraverso il telescopio hanno osservato Giove e le sue lune, trasformando concetti studiati sui libri in immagini reali.
Ma il valore dell’iniziativa non sta solo nella serata. Anzi, trova la sua forza nel lavoro preparatorio svolto nelle settimane precedenti. Gli studenti hanno seguito passo dopo passo la missione Artemis II e il viaggio della capsula Orion, grazie a una classroom dedicata e costantemente aggiornata. Un racconto quotidiano “Back to the moon”, fatto di spiegazioni, approfondimenti e riflessioni, che ha accompagnato i ragazzi dal lancio fino al rientro sulla Terra.
Non si è trattato di una semplice cronaca scientifica, ma di un percorso educativo più ampio: si è parlato di tecnologia, certo, ma anche di limiti umani, di rischio, di collaborazione internazionale, di storia dell’esplorazione spaziale.
E persino di emozioni, di bellezza, di quella capacità di meravigliarsi che spesso si perde crescendo.

«Una bellezza immensa e commovente, capace di togliere il fiato: la Terra sullo sfondo della Luna, come nel 1968; la Luna che oscura il Sole lasciandone filtrare la corona; un’aurora che affiora sopra i crateri, il primo raggio abbagliante strappato al nostro satellite. Ne arriveranno altre, ma fermatevi a guardarle. Senza pensare a nulla, solo alla loro bellezza: è un modo sicuro per sentirsi in pace con l’universo. E Dio sa quanto ne abbiamo bisogno. Ricordate Estèr: la bellezza è salvezza. Non dimenticatelo mai», ha osservato il maestro Isidoro Taccagni.
Il risultato si è visto chiaramente durante la visita: ragazzi attenti, partecipi, capaci di porre domande complesse su asteroidi, buchi neri, galassie.
Non spettatori passivi, ma protagonisti di un’esperienza costruita nel tempo. In un’epoca in cui il disincanto sembra prevalere, il progetto del Collegio Gallio dimostra che la scuola può ancora accendere curiosità autentiche. E che, se guidati con intelligenza e passione, anche i più giovani sanno alzare lo sguardo.
Non solo verso il cielo, ma verso il futuro.

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